Gino RoccaGino Rocca, nasce a Mantova il 22 febbraio 1891 e dopo aver trascorso l'infanzia tra Feltre, Torino e Venezia ritorna a Torino per frequentare la facoltà di giurisprudenza che poi abbandona per trasferirsi definitivamente a Milano dove entra nella redazione del quotidiano "Il Popolo d'Italia", diventandone il critico teatrale per più di vent'anni. Autore di oltre novanta commedie, buona parte delle quali rappresentate dalle maggiori compagnie dell'epoca, fu anche scrittore - il primo dei suoi romanzi, L'uragano, ebbe un successo clamoroso - e poeta. Dirige tra il 1937 e il 1938 "Il Gazzettino" dopo essere stato nel 1934 il primo direttore del Festival teatrale della Biennale di Venezia. Muore a Milano il 13 febbraio 1941, lasciando il figlio Guido che poi diventerà un ottimo commediografo. E' uno degli autori prediletti dalle compagnie teatrali venete, che mettono in scena le sue opere dialettali: "Se no i xe mati no li volemo", "La scorzeta de limon", "Sior Tita paron", "Checo", "L'uragano", "Gli ultimi furono i primi" - solo per citarne alcune, in cui spesso il sorriso lascia il posto alla riflessione e ad una certa amarezza sulla condizione umana.
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